Roberto Bandini | Arte
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Arte

Arte
La mia famiglia è sempre stata collegata all’arte in qualche modo.
 
Mia sorella, oltre ad aver studiato scenografia, lavora come grafico.
 
Mia madre ha sempre disegnato ed è una brava pittrice di nature morte, paesaggi e molto altro ancora.
 
Ed io… io dico sempre che il meglio l’ho dato da bambino… ma andiamo per ordine.
 
Vi illustrerò i vari campi artistici di mio interesse e come vi sono coinvolto.

 
 
DISEGNO
 
Alle scuole elementari quando facevamo dei progetti con illustrazioni ero quasi sempre incaricato di occuparmene.
Non perché fossi un mago del disegno, ma riuscivo a creare spesso alcune cose che agli altri non venivano e per le quali io mi entusiasmavo.
Ricordo ad esempio che  nell’illustrare il Natale e la storia di Gesù trovai il sistema di disegnare delle palme in un particolare modo  e che nel rappresentare il tramonto con i pastelli riuscii a creare sfumature meravigliose.
Non ero il solo a stupirsi per ciò che a me veniva naturale.
Succedeva così che anche con i computer, di qualche compagno di giochi, perché io ancora non ne possedevo, mi ritrovavo a fare disegni a caso, che però in qualche modo riuscivano a piacere e a stupire chi assisteva alla loro creazione,  come i miei amici e le loro madri.
Il disegno astratto era ciò in cui ero veramente bravo: mi appassionava, mi veniva naturale… partire da un foglio bianco e vivere di ispirazione attimo per attimo.
L’opera migliore nei miei ricordi è stato il disegno fatto per l’esame della quinta elementare.
Una delle maestre, quella diciamo principale tra le tre che avevamo in quegli anni e tra l’altro moglie del mio futuro preside delle scuole medie, lo amò talmente tanto da chiedermi di poter metterlo in casa come un quadro, proprio in senso letterale, con tanto di cornice.
Vi confesso che provai un misto tra piacere e dispiacere.
Piacere per l’onore ed il fatto che piaceva così tanto anche agli altri, oltre che a me, e dispiacere perché in quel momento pensai due cose: che non l’avrei più rivisto e che non sarei più riuscito a fare qualcosa di così bello.
Amavo dividere il foglio con linee, curve, archi, cerchi, facendolo diventare via via qualcosa di sempre più complesso che prendeva una sua vita lungo il tempo in cui lo creavo.
Mentre facevo quel disegno mi si rovesciò sopra per incidente dell’acqua.
Su un primo momento mi disperai, con ovvia soddisfazione di qualche compagno di scuola, ma qualche secondo dopo ebbi l’idea: usare l’acqua per creare altre sfumature.
E così chi rideva passò subito a rodersi, chiaramente.
Mia madre invece ha sempre saputo disegnare in modo consono e anche se non ha potuto studiare arte e aveva un negozio di merceria, è sempre stata una brava pittrice.
Il problema è che poi a tutt’oggi finisce che le persone anziché cercare lei che si dedica a mostre e così via, telefonano a me, per dei disegni astratti fatti al computer magari a quattordici anni in un momento di ispirazione.
Proprio l’ispirazione è per me l’elemento fondamentale ed uno di quelli che da adulto forse ho perso o forse semplicemente è più difficile da trovare rispetto a quando si è piccoli e tutto ci stupisce e ci appare più semplice, infanzia permettendo, come dire.
Da adulti è più raro e difficile, sebbene ne sia ancora capace, ma a differenza di mia madre, anche se mi telefonano per compare le mie opere, non ho avuto per il momento voglia di addentrarmi all’interno del mondo dell’arte visiva.
L’ho già visto attraverso di lei, con il suo dedicarsi a mostre e così via.
Sarà che come in tanti altri ambiti ci vedo per ora troppa falsità ed inoltre l’aspetto venale in tal senso non riesce per il momento a conquistarmi.
Probabilmente questo accade in quanto dentro di me penso che la vera arte provenga da un senso di ispirazione e meraviglia che sono agli antipodi del fattore denaro.
Con questo non voglio dire che non ci si possa guadagnare, ma che quello non deve essere l’elemento principale e scatenante dell’attività dell’artista.
Ciò che rimane fondamentale è la passione, l’ispirazione, quel senso di meraviglia che ti trascina scorrendo via da solo mentre tutto il resto che ti circonda scompare senza che tu nemmeno te ne accorga.
Questo è ciò che è veramente importante, insieme al fatto che poi la tua creazione artistica donerà belle sensazioni agli altri.
Non ho più forse la libertà e la purezza di pensiero che avevo da bambino, ma se tutto questo viene a prodursi allora riesco a creare ancora le mie piccole meraviglie.
Tutto ciò non vuol dire che io sia un esperto di arte, anzi, ma che ho sempre amato i colori e la bellezza di ciò che possono creare e trasmettere.
 
Qui di seguito trovate dei collegamenti a dei siti web dove vedere sia le opere di mia madre che le mie.
Questi siti web sono realizzati tramite un sistema da me creato sia per lavoro che per esami universitari, attraverso il quale ogni pittore può generare gratuitamente un suo sito web dove mettere informazioni ed opere in modo automatico.
Per vedere le opere cliccate sulle immagini per ingrandirle o aprire il relativo album di fotografie.
 
Ecco i link: Opere di mia madre Rita Maria Zampini e Opere di Roberto Bandini
 
LETTERATURA
 
Al contrario dell’arte visiva, la letteratura si è insinuata dentro di me col passare degli anni.
L’amore per questo tipo di arte è nato forse nell’adolescenza e maturato quel tanto da mettersi in evidenza quando avevo già ormai più di vent’anni.
 
Prima delle scuole superiori non ricordo niente di troppo rilevante in proposito.
Durante gli anni seguenti invece la mia capacità di scrivere e parlare è saltata fuori, forse messa a prova dalla scuola stessa.
In genere da piccolo avevo una certa predisposizione per le cosiddette materie scientifiche.
Se si pensa che da bambino avevo un mio laboratorio in casa, in puro stile scienziato pazzo, questo già dice tutto.
Però all’inizio delle scuole superiori, nonostante andassi bene senza sforzo ovunque e nonostante la scuola fosse rinomata per la sua difficoltà anche a livello nazionale, mi ritrovai ad avere spesso voti un po’ più alti nelle materie umanistiche.
Ci iniziai a prendere gusto, non tanto nei voti, per quanto riguarda quelli a me interessava solo “passare” all’epoca, ma nelle attività dello scrivere e del parlare vere e proprie.
Era ormai iniziato a diventar noto che avevo determinate capacità.
 
Riuscivo e riesco a star sempre zitto o a parlare all’infinito secondo piacimento ed a livelli tali che la maggior parte della gente, tra cui è finita anche gente capace e famosa, non riesce a starmi dietro, anzi, corre il rischio di impazzire, benevolmente.
 
Ricordo che durante quegli anni a scuola, successe quello che succedeva da sempre: una professoressa di italiano si accorse che io facevo quel che bastava per andare avanti senza insufficienze, ma che potevo far ben di più se volevo.
Iniziò così a darmi voti inferiori, anche se non li meritavo.
All’inizio non capii questo gioco, e infatti successe che per la prima ed unica volta nella vita andai a prendere ripetizioni, in questo caso di italiano, per vedere di risolvere l’ipotetico problema.
Quando mi presentai dal professore che doveva darmi le ripetizioni, lui si mise a leggere alcuni dei miei ultimi temi scolastici, ai quali la professoressa aveva messo gli appositi voti del caso.
Per tutta risposta dopo un po’ di tempo che leggeva un mio tema alzò lo sguardo, mi guardò negli occhi e con relativa calma mi disse “Ma tu che sei venuto a fare qua?“.
Ed io glielo spiegai… gli dissi “Che devo fare? Qui mi danno questi voti…”, lui capì e così, per qualche volta, poche volte, mi diede qualche dritta per stimolarmi a far meglio di quello che facevo di solito.
La professoressa fu contenta dei risultati successivi, che evidentemente rappresentavano in modo migliore il mio livello, e il problema non si ripresentò mai più.
Tengo a precisare che all’epoca ero appunto, come qualche altro compagno, nella rosa dei migliori senza sforzo, ma tra questi altri compagni, c’era sicuramente chi faceva meglio di me, nello scrivere e non solo.
Quello che però ho sempre avuto io forse in più di altri è una sorta di fantasia e capacità di parlare o scrivere all’infinito quasi illimitate.
Ancora però, a parte i temi scolastici e le interrogazioni stesse, non vi era altro che potesse evidenziare tutto ciò.
 
Negli anni successivi sotto ispirazione, per così dire d’amore o meno ho scritto poesie, testi vari ed ho poi cominciato a scrivere su Internet, attraverso dei blog creati da me.
Mi sono ritrovato a vivere per caso o meno le più svariate avventure, dove scrittori famosi hanno richiesto anche di scrivere libri insieme e ho fatto impazzire diverse persone, parecchie donne di svariato tipo: scrittrici, avvocate, giornaliste, ingegnere…
Ho assistito a delle scene e a delle reazioni ai miei scritti che hanno dell’incredibile.
Gente che mi telefona perché non riesce a rispondermi per iscritto e che poi finisce i soldi del cellulare nel farlo… cose incredibili.
E’ vero che difficilmente trovo persone che, come dire, “mi tengono testa”, forse una volta una ragazza ci stava riuscendo un po’.
So che tutto quello che ho detto possa risultare da una parte estremamente antipatico, eccessivo, ma è la verità e posso solo dire che io, come dire, sto dalla vostra parte, infatti più mi han detto che son bravo, che son genio nella vita e più ho pensato di essere incapace, anche se è tutto relativo e ne ho ben coscienza di quando so far meglio di altri.
Ma anche di quando sono inferiore e credo infatti che ci sia una infinità di persone migliori di me in queste ed altre cose.
 
Negli ultimi anni, è vero, soprattutto il “pubblico femminile”, mi ha detto talmente tante volte ti scrivere anche dei libri da farmi quasi impazzire, come dicevo, in puro stile “Che faccio? Mollo tutto e scrivo?”, ma per il momento preferisco fare un po’ di tutto, sebbene lavori comunque all’idea.
Inoltre, come già dicevo poco fa, ho una forte autocritica e spesso credo di non essere sufficientemente capace per scrivere libri.
Mentre brevi testi, post, articoli, spontanei e scritti di getto, mi vengono sicuramente bene.
L’apprezzamento di chi legge ne è la prova, e la cosa più bella in tutto questo rimane quando qualcuno trova quasi per caso un tuo scritto in un blog e poi ti scrive per ringraziarti perché gli è servito in qualche modo: per conforto, per le emozioni che gli ha donato e così via.
Questo rimane l’aspetto migliore e quello fondamentale, l’aspetto artistico in sé, al di là di tutti gli altri discorsi, del denaro e così via.
Nello scrivere, come nel disegno amo l’ispirazione, il foglio bianco e la penna che vola da sé, come se tu fossi in un’altra dimensione distaccata da tutto il resto.
In trance, in un sogno che trasforma i pensieri in emozioni da donare agli altri.
 
Ovviamente non amo solo scrivere, ma anche leggere, libri di svariato tipo, su ogni argomento.
L’amore per i libri è sbocciato in me di pari passo con il piacere provato nello scrivere.
Con gli anni leggere è diventato un rito, un’abitudine, un’attività quotidiana che non manca mai.
Tra i miei libri preferiti ci sono senz’altro quelli di Carlos Ruiz Zafón, come “L’ombra del vento“, ma anche “Rapporto dalla dimensione X”, di Giorgio di Simone.
 
Di seguito un elenco con alcune note riguardanti la poesia e l’amore che ho scritto di getto e pubblicato su Facebook ormai diverso tempo fa, ed un video riguarda un post che ho scritto su MaAncheNo.Org, di tutt’altro argomento, ironico e sarcastico.
Questo per dare un mero esempio e far capire comunque che come mi interesso di tutto, posso scrivere di tutto.


 
MUSICA
 
Suonare è forse l’unica attività artistica che mi manca da fare…
A parte quel poco che ci hanno insegnato durante le scuole medie, non ho mai suonato uno strumento.
Cantare non mi interessa, non penso di esser capace, quello al massimo lo faccio da solo sotto la doccia come tanti altri, anche se sarebbe bello esserne capace.
Ma suonare uno strumento o più penso che sia, come le altre, un’attività meravigliosa, ed un giorno spero di aver tempo e modo di frequentare qualche corso e rimediare a questa mia mancanza.
Provo una certa attrazione per le percussioni, la batteria, ma non so se effettivamente è ciò che fa per me nel caso.
Adoro molto pure il suono degli archi e non disdegno nemmeno altri strumenti come il piano e la chitarra.
 
La musica mi è sempre piaciuta, alla fine a chi non piace?
Quando ero bambino non era certo come ora, con Internet.
C’erano ancora le cassette ed i walkman.
Ricordo che con il primo passai ore ad ascoltare la colonna sonora del film Top Gun mente giocavo con il Lego.
 
Mia sorella aveva tonnellate di cassette audio e ne creava spesso registrando canzoni dalla radio.
Molti gruppi li ho conosciuti da bambino nel riflesso di ciò che ovviamente ascoltava lei o che proveniva dalla radio e dalla televisione.
Ci fu un periodo in cui nacque la mia passione per i Queen, mentre successivamente, nell’adolescenza, ho iniziato ad ascoltare i Depeche Mode.
Sono rimasto innamorato di entrambi i gruppi, come di tanti altri: The Cure, Radiohead, Pink Floyd… ne potrei citare molti.
Non ho mai avuto un genere preferito, ma ho sempre amato un po’ di tutto.
La musica, come spesso accade, mi ha preso a seconda del momento.
Ogni album degno di nota nella mia testa rappresenta un dato periodo con relative situazioni annesse.
 
La musica, è anch’essa un’arte fondamentale a cui tutti dovrebbero avere accesso, nell’ascoltarla come nel crearla.
 
CINEMA
 
I film, come la musica, mi sono sempre piaciuti, anche loro un po’ di tutti i generi.
Non posso dire troppo sulla recitazione, se non che ho intenzione di provare a vedere com’è.
Per ora l’unica esperienza che ricordo in proposito riguarda una recita delle elementari, dove facevo il protagonista e la maestra era entusiasta.
A volte mi chiedo se nella vita di tutti i giorni non lo faccia inconsciamente già per ore e ore anche senza volere.
 
Forse la regia, l’immagine, il creare dei video con musica, è qualcosa che potrebbe anche riuscirmi bene e che mi stimola abbastanza.
Ma per il momento ho soltanto avuto voglia qualche volta di creare in poco tempo dei video di quando vado in bicicletta, grazie ad un’apposita telecamera che comprai.
Pare che comunque a loro modo abbiano riscosso un relativo successo in qualche modo.
Potete vederne alcuni nel mio profilo Facebook o sul mio profilo di Youtube, o su questo sito, in fondo alla pagina dedicata allo Sport.
 
Sono cresciuto a forza di film di Bud Spencer e Terence Hill, di film commedia classici, semplici ed ironici degli anni 70 ed 80.
Oggigiorno, sarà che è un altro periodo e sarà che anche io non son più un bambino, ma penso che forse certi film non riescono più a farli come una volta.
Tra i miei film preferiti, uno che prediligo è senz’altro “Eternal Sunshine Of The Spotless Mind“, purtroppo volgarmente tradotto in italiano in “Se mi lasci ti cancello“.
In realtà, la traduzione in italiano del titolo originale, che poi sarebbe un verso del poema “Eloisa to Abelard” di Alexander Pope, sarebbe “L’infinita letizia della mente candida”.
 
TEATRO
 
Nel dicembre del 2011 inizio a provare un altro ambito artistico che trovo interessante: il teatro.
 
Ultimo aggiornamento: 17/12/2011