Come sopravvivere alla più importante delle cose inutili: il calcio
Susanna Marcellini mi ha scritto per mostrarmi la copertina del suo libro.
(Cliccateci sopra per vederla per intero)
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Devo dire che mi è piaciuta molto la frase riportata sotto il titolo: “Come sopravvivere alla più importante delle cose inutili: il calcio”.
Sicuramente è qualcosa che penso anche io, infatti non mi ritrovo in quel luogo comune che vuole tutti i maschi sfegatati dietro al gioco del calcio.
Ho giocato a calcio solo mezzo anno, smettendo subito perchè deluso e annoiato direi.
Non darei tanto la colpa al gioco in sé stesso, che comunque l’ho sempre trovato carino.
Va detto però che l’ambiente in cui andai a finire a suo tempo non mi aiutò di sicuro.
Il tutto va mescolato insieme ad altri elementi quali il fatto che io al tempo ero già si potrebbe dire mezzo cieco, con due occhialoni che se mi toglievo non vedevo poi molto, finendo anche a fare autogol alla prima partita, preso dalla foga e non riconoscendo causa occhi nemmeno la porta della mia squadra.
Ma questo forse lo può capire solo qualcuno a cui mancano abbastanza gradi o diottrie.
Ho poi capito che i giochi che prevedono palle e palline non sono mai stati a me congeniali, direi qualsiasi, dal ping pong al calcio.
Inoltre non ero sicuramente un ragazzino che andava a fare il leader della squadra, ma insieme ad alcuni amici a cui iniziai potevo più facilmente essere preso in giro che in simpatia.
Forse sempre meglio di altri miei compagni più vicini che vivevano al tempo situazioni forse per alcuni versi anche peggiori, dati la stazza non felice, come Piddu, che ha comunque avuto la sua pseudo rivincita qualche anno dopo trasformandosi da ragazzino grassottello preso in giro a cigno che piace a qualsiasi donna dagli 0 ai 99 si potrebbe dire.
La vita è a periodi.
Io e lui avevamo iniziato più che altro perchè nella nostra classe delle medie c’erano dei compagni che giocavano in una squadra ovvero la Costazzurra La Querce, o come si chiamava, squadra fra le infelici del panorama giovanile pratese a quei tempi, si parla di anno 94 o giù di lì, in quanto perdeva spesso e volentieri e anche in maniera da far fare discrete figure di merda… ricordo ancora una specie di 10 a 0 fra una delle squadre che andava bene e noi.
Tutto questo sicuramente non contribuiva a un ragazzino di 12 anni, grasso o meno, occhialuto o meno, ma comunque novizio a fargli amare quello sport col quale non aveva comunque mai avuto un rapporto poi così simpatico.
Dopo il calcio venne il ciclismo e fu una storia molto diversa, anche se qualche aspetto simile l’ha mantenuto da lontano.
Non sono mai stato fogato a guardare le partite, mai fatto il fantacalcio, mio padre non era così fogato, non lo è nemmeno oggi.
Ci sono persone che non vedono altro, gente che si fomenta per i calciatori, per i loro nomi, che va allo stadio e si intristisce se la squadra perde, come se vedesse solo questo, probabilmente è solo una scusante per sfogarsi.
Gli uomini primitivi in fondo avevano altro da fare, noi adesso in qualche modo ci dobbiamo sfogare, ma non tutti probabilmente o forse non tutti allo stesso modo.
Ognuno ha le sue paranoie, le sue passioni, c’è chi è malato per il calcio, cosa che però è abbastanza diffusa.
Io penso che l’importante sia non esagerare.
Bisognerebbe però cercare di cambiare un po’ la nostra cultura a riguardo, non può esistere che si crei un mondo attorno a uno sport dove i calciatori sono visti come dei circondati da belle ragazze che ci stanno intorno solo per i soldi in un circolo vizioso di bellezza.
Ok che tutto questo un po’ è sempre esistito, ma non siamo più nel passato, l’uomo deve progredire, deve pur capire, anche l’uomo più comune senza che sia un premio Nobel che ci sono delle cose assurde.
La cosa più triste è che da tutto ciò vengono fuori delle intere generazioni di persone che pensano che il mondo sia solo calciatori uguale soldi uguale belle donnine facili che sgambettano e basta davanti a una telecamera.
Non può esistere, che poi la gente sta dietro ai problemi solo perchè uno lo deve fare, è come chi fa un minuto di silenzio per i caduti in guerra e in quel momento pensa ai maiali rosa in cielo oppure si sforza di pensare a qualcosa di brutto perchè deve essere triste, ma la verità è ma ci sei stato lì in guerra, lo sai che vuol dire, lo sai perchè quello c’è andato, lo sai che realtà c’è dietro e perchè?
Fare le cose solo perchè vanno fatte è odioso e inutile. Chiediamoci che senso ha, chiediamoci che stiamo facendo e perchè, dove andiamo e qual’è lo scopo.
Pensiamo a migliorare la vita di chi soffre, soffermiamoci a pensare alle cose veramente importanti che solo il dolore fa conoscere, anche se spesso è inutile.
Il calcio non è sbagliato, le veline non sono sbagliate, ci sono tante cose che probabilmente non sono sbagliate, ciò che è sbagliato è l’approccio probabilmente che abbiamo.
Tutto questo deriva probabilmente dal fatto che non ci sono più le difficoltà di una volta.
Coppie che scoppiano, veline, calciatori, droghe, macelli vari, gente che litiga per delle minchiate e si insulta come infanti anche quando sono ai più alti vertici delle istituzioni.
Se si doveva pensare a campare si stava più fermi.
Io son cresciuto con la convinzione che uno che ha un certo ruolo nella società deve mostrare almeno durante quel ruolo un certo contegno per questo ciò mi sconvolge un po’, da una parte, perchè dall’altra io potrei essere d’accordo sul fatto che una persona che ha una funzione molto alta possa saper scherzare e fare la cretina, ma comunque le cose vanno fatte al momento giusto.
Ciò mi fa pensare a me stesso, a mio cugino, riesce a fare delle cose assurde, che fanno schifo, fanno ridere, può essere preso per il culo, ci possiamo prendere tutti per il culo, ma quando è il momento di essere seri e intelligenti ce la facciamo o no?
Ecco è questo il problema, quando qualcuno ha da fare ciò che deve fare non può sgarrare fuori, deve farlo nel modo giusto e nel tempo giusto, questo vuol dire essere veramente bravi.
Tornando a mio cugino può sembrare a volte il più grezzo, stupido e ironico del mondo, ma quando mi son fatto male a sciare qualche giorno fa chi è che mi ha anche aiutato ad andare al bagno, chi è che mi ha aiutato a vestirmi e potrei andare oltre… quando guida gli autubus chi è che si occupa di tutto in maniera pignolissima sul lavoro, ma sapendo anche scherzare, lui!
Certamente tutti abbiamo dei difetti, ma le persone migliori sono così, quelle che sanno comportarsi al momento giusto, nonostante la loro storia, l’ambiente che li circonda e i loro problemi.
Essere professionali e seri nei momenti in cui bisogna esserlo e scherzosi quando è il momento e non è facile, non tutti ne siamo capaci e probabilmente non è nemmeno colpa nostra, deve essere semplicemente così.
Non è possibile che guardiamo in tv delle persone che urlano in una camera o in un senato, che non riescono a decidere semplicemente che su un pezzo di carta ci deve essere scritto un nome e un cognome preciso per non far confusione.
Non è nemmeno possibile che qualcuno se ne infischi e che faccia lo spiritoso o i messaggi in codice, è comunque uno schifo.
E noi dovremmo sottostare a gente del genere? Cioè dovremmo accendere la tv e guardare quelle persone pensando che sono lì e guadagnano un sacco di soldi per fare queste cose? Ma non deve esistere.
Bisogna che il livello sia tirato su, che delle regole basate solo sull’ignoranza del passato siano cambiate.
Stiamo solo perdendo solo del tempo prendendoci in giro da soli se facciamo così e speriamo che qualcuno si svegli in tal proposito.
Tornando al calcio in genere non ci gioco, ormai da molto tempo, preferisco giocarci al computer a limite, ma penso comunque di avere da fare o preferire fare altre cose al momento, anche se la voglia di svagarsi è sempre presente.
Al massimo guardo qualche partita simbolicamente e l’uniche su cui riesco a concentrarmi sono quelle dei mondiali o degli europei di solito.
Faccio poca fatica alla fine.
Quello che poi mi sconvolge è l’enorme mondo di soldi che sta attorno al calcio.
L’ho già detto e ridetto, pensato e ripensato, ma come è possibile che tutti noi stiamo dietro a un mondo dove una persona che sa colpire una palla meglio di un altro sia pagata milioni su milioni, che la gente litighi per questo.
Torno a dire, ma ci pensiamo a ciò che veramente c’è da fare?
Cioè in questo stesso momento in cui leggi c’è gente che sta male, che muore, c’è un pianeta che va a troie e meno male che il petrolio sta finendo, ma speriamo di pararci il culo e tu stai a pensare a quel calciatore che guadagna un sacco di soldi? Con quei soldi sai quante altre cose molto più belle ci potremmo fare? E quel calciatore potrebbe comunque giocare lo stesso, essere visto in tv, sposarsi la velina etc.
Il concetto non è sbagliato, va cambiato.
Certamente non è facile, adesso come si fa a tornare indietro?
Bisognerebbe fare in modo che un calciatore guadagni una cifra umana e comunque non più di un ricercatore che magari trova la cura per l’aids o progetta un qualcosa che migliora la vita di chissà quante persone.
C’è qualcosa da rivedere in tutto ciò, no i valori etici, morali, qualsiasi cosa, non mi riesce a tenere, continuo a pensare che sia comunque sbagliato, che il mondo è andato verso un fronte dove da importanza alle cose inutili.
Non è un problema di tutti, ma comunque di molti e ricordate che il problema non è del protagonista, ma di chi lo sta a guardare o lo asseconda, e questo in tutti i campi non solo nel calcio.
Come la storia del grande fratello. Vedrai che se nessuno se lo guarda, se nessuno si fa l’abbonamento per guardarlo, se nessuno si scarica le stronzate dal cellulare allora non te lo rifanno.
No, non è un circo educativo, non lo è più, non lo è così, bisogna pensare a migliorare il tutto.
Vogliamo divertirci? Vogliamo qualcosa di divertente in tv? Facciamo qualcos altro.
Questa è solo una farsa con gente raccomandata che sta lì a sparare cazzate che possiamo sparare tutti nelle nostre case.
Anzi nelle nostre case probabilmente succedono cose molto più interessanti di due che cercano di rircordare che festa è il 25 aprile.
Chi se ne frega scusate.
Ho fatto un mega pastone di tanti pensieri di sfogo o meno.
Adesso sono con una gamba steccata a casa perchè il destino ha voluto che mi facessi male a un ginocchio a sciare.
Caduta su una gamba ripiegata male. E pensare che in 5 anni di ciclismo con 300.000 mega cadute non mi son mai dovuto fare nemmeno un gesso di un centimetro.
Doveva essere così e la sofferenza che ho provato e provo sveglia, aiuta, fa capire, fa svegliare la mente su pensieri assopiti, fa comunque capire che nel mondo c’è gente che soffre e che aiutarla è una delle cose più belle che può succedere.
Ognuno ha la sua missione, ognuno ha la sua vita, la vita è molto breve e il corpo umano che è molto fragile è solo un tramite per il nostro spirito, perchè esso faccia delle esperienze attraverso questo mondo.
Ognuno deve seguire ciò che sente e ciò che deve fare.
Su tanti argomenti tornerò a scrivere, molte cose le voglio scrivere da tanto, l’unico problema è il tempo.
Adesso sto anche cercando di rimettere tutte le foto nel nuovo foto album e devo anche mettere le foto nuove.
Cerco sempre di limitarmi, ma è più forte di me iniziare a scrivere, saltare da un tema all’altro così come i pensieri saltano nella mente.
Ringrazio comunque la mia amica Susanna Marcellini augurando a lei e al suo libro un meritato successo.
Io come detto, non sono uno degli sfegatati per il calcio, ma lo rispetto, penso solo che negli ultimi anni stiamo esagerando in questo e in altri campi.
Quando l’uomo vede sparire dei problemi deve crearsene altri da solo, problemi o passioni.
E qui per ora chiudo ![]()