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Archive for November 2007

Mi è tornata voglia di disegnare e di Queen

L’altro giorno, nonostante la tristezza che aleggiava per la mia testa, mi sono svegliato con I Want To Break Free dei Queen che mi ronzava nella mente in un bagliore di felicità ed ottimismo probabilmente derivato solo da accadimenti “onirici” appena fatti.

Se fai i giusti sogni è inevitabile che ti svegli e ti è presa bene.
Il problema è che spesso molti di noi, io compreso, non ci vorremmo mai svegliare e restiamo in quello stato nel letto al buio sotto le coperte, illusi di essere al sicuro da quel mondo, che quando ti risvegli ti sta facendo così cagare.

Non riesco ad arrendermi per natura io probabilmente, faccio tutto secondo voglia e di punto in bianco qualcosa nella mia testa o fuori può sempre cambiare.

Ci sono alcune cose che vanno prese come sono, tutto è posto lì a farci imparare qualcosa, ogni persona che incontriamo è lì per farci imparare qualcosa, dobbiamo cogliere quella lezione, sbatterci il muso, più di una volta se possibile.

I conti dovranno tornare, sempre, all’infinito, per l’eternità.

Così mi è presa di riascoltarmi i Queen e anche di disegnare.

D’altra parte molte persone lo apprezzano, sia i miei disegni, sia ciò che scrivo.

Tutto viene compreso nella vita da chi può comprenderlo, gli altri ti derideranno nella loro scontata ignoranza e tu se sarai abbastanza saggio “li accarezzerai con un velo di indifferenza” perchè devono solo imparare, anche loro, come te.

Tutto ha un suo corso. Non dobbiamo farci demoralizzare da chi non può capire, solo cullarlo e riuscire a imparare la nostra di lezione.

I grandi ce l’han sempre fatta.

Se persone come Galileo si fossero abbattute lasciando la loro genialità, niente si sarebbe evoluto.
Non è un paragone, ma uno stato dei fatti: ognuno deve seguire ciò che per lui è giusto fintanto che non avrà eventualmente imparato, deciso, di fare in altro modo, e così via.

Ognuno ha il suo percorso, ognuno è collegato, tutti devono imparare, tutti fanno imparare agli altri, ciclicamente, nell’infinito, che tutti siamo, solamente una cosa e solamente una cosa è tutto, e forse c’è ancora di più, chi lo sa, ma se lo sapremmo, che senso avrebbe la vita?

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