Una moglie bellissima

Ho appena visto il film “Una moglie bellissima” di Pieraccioni, con Laura Torrisi.
In sostanza: mi telefona mio cugino Alex dicendomi che gli è stato prestato il film “Una moglie bellissima”.
La sua idea era quella di telefonarmi appena tornato dal lavoro (è autista della CAP di Prato), cenare da lui e vedere il film da me.
Così è stato, solo che lui dopo non molto tempo mi dice che se ne va perchè ho ragione io: il film non è un granché e lui si deve svegliare alle 6 per lavorare.
In effetti io ho iniziato a vedere il film decantandolo in negativo sapendo la storia che a suo modo vi è dietro, in tutti i sensi.
Mio cugino non ne sapeva niente e la trovo una cosa stupenda.
Gli ho rammentato io che Laura Torrisi non era altro che la ragazza che lavorava alla reception della palestra Universo che io frequento tutt’ora.
Così lui si è ricordato vagamente, perchè per la fortuna di tutti preferisce pensare ad altro che a seguire programmi come i reality.
Gli ho fatto la sintesi in modalità “spettegolo negativo popolare”: Laura Torrisi lavorava alla palestra, mi ricordo benissimo quando mi fece il primo abbonamento in quanto io stesso rimasi colpito dalla sua bellezza, non del corpo in sé stesso, ma perchè dava l’impressione di essere semplice e simpatica quanto nel film stesso.
Ottime qualità per cui credo Pieraccioni l’abbia scelta oltre il fisico super sexy ovviamente.
Da notare che io in fin dei conti non la conosco ne la conoscevo e quindi mi baso giusto su quel poco che ho e ho avuto a disposizione.
Poi quasi magicamente Laura Torrisi si ritrova a partecipare al Grande Fratello e da lì poi in men che non si dica si ritrova in uno dei tanti film dell’ormai famoso Pieraccioni.
Quasi magicamente giust’appunto perchè nonostante il lavoro comune in palestra aveva fatto qualche piccola cosa: partecipato a Miss Italia nonché preso parte a due noti film quali “Il signor quindici palle” e “Lucignolo”.
Niente di che, assolutamente anonima rispetto ad un film con Pieraccioni in quanto prima del Grande Fratello per me come per la maggior parte delle persone era solamente una bella e simpatica ragazza tra le tante che lavorava in una nota palestra di Prato.
Sarà poi un caso che l’azienda che organizza i provini del Grande Fratello è nella strada accanto in cui abito, nonché a qualche centinaio di metri dalla palestra?
Senza contare che Prato risulta tutt’ora abbastanza sconosciuta ai più della massa facenti parte della popolazione di questo paese, ma in realtà, presenta un sottobosco o se volete una realtà piuttosto presente, ramificata e complessa riguardo certi campi.
Da Roberto Benigni a Nuti a Vieri a… chi più ne ha ne metta… Prato non è affatto da considerare l’innocente cittadina che molti pensano sia.
Assomiglia molto più a un ricettacolo di riccastri del 2000 amanti di aperitivi, feste, soldi, appariscenza e anche mondo dello spettacolo.
Il tutto derivato nient’altro che dalla ricchezza creata da chi mezzo secolo e più prima lavorava giorno e notte per creare le famose industrie tessili andate in crisi negli ultimi anni causa cinesi etc etc…
Per fortuna, non è solo questo!
Ma sicuramente una volta era migliore!
Apparte tutto questo, che a suo modo, come Laura Torrisi stessa, avevo già citato in altri miei scritti, buttiamoci nel riassumere questo “breve” film.
Breve poiché per mia opinione e come mi aspettavo ampiamente, non vi è poi molto da dire.
Il film è altamente semplicistico nonché destinato alla massa e ricalcato su alcuni luoghi comune, tra cui quello iper attuale negli ultimi anni delle belle gnocche che fanno il calendario.
Non fa altro che rispolverare ancora delle banalità legate al mondo e all’amore in quanto brevemente la storia consiste in una bella, ma semplice ortolana che viene notata da un bel fotografo il quale ricoprirà di soldi lei e il suo marito ortolano se lei farà un calendario mostrando a tutti le sue grazie, dette anche “poppe e culo” ![]()
Cioè… vi devo dire anche come va avanti?
Già qui chiunque già se lo immagina: loro all’inizio non vorrebbero, perchè sai come dire, non è tanto nobile mostrare il culo a tutti per soldi, anche se negli ultimi anni la nostra società ha impresso il contrario nelle menti dei più, specie se molto giovani.
Ma quando la cifra si alza i due semplici ortolani che si sudano la pagnotta svegliandosi alle quattro la mattina per vendere pomodori all’aperto vedono l’opportunità della svolta: avere un proprio negozio.
Molti ridono o meglio non riescono a capire veramente che questa è una realtà che esiste seriamente e normalmente.
Sai com’è, non tutti sono figli di ortolani ambulanti o quasi, oppure lo sono di persona, nemmeno io, però ce ne sono eccome.
In sostanza i due pensano “Facciamo questo sforzo, così poi almeno il negozio ce lo compriamo e tutto va avanti come prima, ma meglio”.
Qui forse c’è un punto cardine, non tanto del film, ma della vita.
In quanto il film a me pare un esempio un po’ fatto alla meglio, ma dopo spiegherò dicendo altre cose inerenti.
Il punto cardine è il famoso “bivio”.
Il bivio ovviamente è “perdere la dignità, l’onore, scegliere la strada facile, ma molti soldi oppure, operare una scelta giusta rifiutando un cospicuo aiuto / bellezza materiale”.
Dilemma risalente alla notte dei tempi cari amici miei, quanto chiaro come il sole!
Purtroppo loro, dopo un primo acchito di saggezza scelgono la strada del “Ma siii, in fondo chi se ne frega dai!” o del “Mostro il culo, tanti soldi, vita facile, poco sforzo”.
E già qui il film prende una brutta piega, anche se era prevista ancora prima di accendere lo schermo…
Cosa succederà mai?
Ovviamente lei viene catapultata nel mondo della bellezza e dei soldi facili, si innamora per così dire del bel fotografo e il povero, in tutti i sensi, ortolano rimane alla sua vita si sempre, ma senza la sua bella e amorevole moglie.
Ottimo affare per lui.
E qui uno dice: niente di nuovo, mediamente la donna per natura segue la strada che porta a una sopravvivenza migliore.
Uomo più bello, ambiente migliore, più soldi, più tutto.
Che ci stai a fare con l’ortolano?
Come è “super-ovvio” che sia lei si accorge che il suo nuovo lui è una ciofeca, scappa, fa un incidente, lui corre subito, no no mica perchè è un disperato, ma perchè la ama sul serio lui… chiaaaarooo ![]()
Ed il messaggio pare per un attimo essere: lui l’amerebbe anche se lei dopo l’incidente avesse una gamba in meno.
Ah! Come sarebbe stato bello se fosse stato così!
E invece no!
Pieraccioni cosa fa?
La fa rimanere bella come prima, tanto che alla fine…
No guarda, non vi dico il finale, tanto è una ciofeca comunque, anzi, forse è la più grossa ciofeca, perchè almeno a me non ha saputo di molto, anzi, pare una presa per il culo di cose che nella realtà spesso e volentieri vanno diversamente.
Non tutte per fortuna!
Infatti non tutti fanno film stile “vacanza di Natale ottomila” e bada bene che, una volta ero bambino anche io, una volta erano gli anni 80, una volta c’era “vacanze di natale”, ma dopo un po’ “ANCHE BASTA EH!”
Ed è questo il concetto “ANCHE BASTA” o se volete “MO BASTA!”.
Dunque!
Prima di tutto vi spiego perchè “anche basta”.
Il povero Pieraccioni non fa schifo, o per lo meno non lo faceva.
I primi film erano ottimi sotto diversi punti di vista.
Si, magari semplici, magari a suo modo già tutti uguali, ma la loro semplicità e piccola saggezza mischiata con un pizzico di umorismo innaffiato di dialetto toscano ne facevano qualcosa che l’ha, non per niente reso famoso!
Il discorso è che perpetuare per una serie di anni e anni non è facile e non tutti se lo possono permettere.
Perchè fare le solite cose dopo un po’ annoia chiunque.
Pieraccioni i suoi film lì fa un po’ tutti col solito stampino, ma siamo più buoni, chiamiamolo stile.
Per carità, come ho già detto fa centro più volte, ma poi non tutte le ciambelle riescono col buco.
A quanto ho visto io il grafico del suo gradimento e della sua bravura è sicuramente andato in discesa negli anni e questo ultimo film è sicuramente la ciliegina sulla torta del momento.
Vi è però anche una legge che dice: quando ormai sei famoso…
E infatti qualcuno che va a vedere Pieraccioni, una bella gnocca, il Ceccherini che dice le solite cose e fa i soliti ruoli, nonché tutti i loro amici… lo trovi sempre!
Si perchè il film ha delle battute carine seminate qua e là, ma alla fine è sempre la solita zuppa, tra l’altro riscaldata anche male secondo me.
Guardate, non riesco proprio a dire il contrario al momento.
Ma questo non è la parte peggiore.
La cosa più sconcertante è che il film vorrebbe basarsi su dei principi che sono stati distrutti durante la creazione stessa della pellicola.
Questo è il punto cruciale di tutto questo mio scritto.
Ponete attenzione!
Una parte è sicuramente vera secondo me: nel film si fa leva sul fatto che il calendario non è una bella cosa da fare, meglio rimanere poveri e rifiutare certe offerte per così dire “luride”, perchè poi… e si mostra come va a finire, il senso dell’amore vero, bla bla bla…
C’è da vedere come va poi nella realtà… e come va infatti?
Che il calendario è stato fatto a tutti gli effetti da Laura Torrisi, che non era altro che parti in film apparte, una ragazza che lavorava in palestra come altre, un parallelismo con l’ortolana se volete.
Ma peggio ancora Pieraccioni poi se l’è inciuciata zitto zitto, innocente innocente.
Cioè, è come se fosse venuto il bel fotografo, Pieraccioni però in questo caso, e nella realtà avesse fatto a Laura Torrisi: “Fai il film con me, fai il calendario, mostri le grazie, ma sei un’attrice famosa dopo eh, nonché ti slurpo tutta io poi!”.
Ora… potete accusarmi se volete di cattiveria, invidia e qualsiasi altra cosa, ma venitemi a dire che non vi è un parallelismo paradossale, che tra l’altro, almeno a me, non stupisce per niente e non credo nemmeno a Pieraccioni.
Forse la mia sarà una pippa mentale personale, ditemelo voi cosa pensate, ma fatto sta che il film vorrebbe comunicare che l’amore vero non sta nella bellezza, nei soldi e nel successo in certi ambiti facili, però nella realtà gli stessi personaggi si ribaltano nel contrario di ciò che si vuole comunicare.
Ma noooo, infatti Laura Torrisi in realtà ha fatto un ruolo in un film molto più bello e significativo dove non appariva perchè aveva un culo e due tette che avrebbero acceso nel cervello di qualsivoglia maschio un carellone luminoso con su scritto “Riprodursi! Riprodursi! Riprodursi!”, no no, infatti non si è nemmeno messa con Pieraccioni, pensate… è rimasta col calciatore di prima… anzi no… sta con un comune ragazzo di Prato che fa… tiè boh l’impiegato e non è un regista o attore famoso.
E qualcuno dirà “Che cosa c’è di male, è amore vero.”, bene, lo spero tanto, però permettetemi per lo meno di sottolineare malignamente la qualità relativa del film e il paradosso che i fatti pongono.