Roberto Bandini | Storia del Disco Night Network
BRIDGE is a retina multi-purpose WordPress theme built on very powerful and flexible framework by QODE.
agency, ajax, background video, blog, business, clean, creative, fullscreen, mega menu, modern, multi-purpose, parallax, portfolio, responsive, retina
52
page,page-id-52,page-child,parent-pageid-22,page-template-default,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-5.9,wpb-js-composer js-comp-ver-4.3.4,vc_responsive
 

Storia del Disco Night Network

Quando ho finito le scuole superiori, ho iniziato al lavorare nel mondo di Internet e del web, eravamo attorno al famoso 2001.
Nonostante frequentassi anche l’università, studiando Ingegneria Informatica, la mia testa aveva come sempre mille idee, e già mi perdevo in mille progetti in cui ho coinvolto, direttamente o indirettamente una infinità di persone, amici o meno, forse anche voi, che state leggendo.
Tra i mille progetti, ce n’è stato uno che ha cambiato la vita a diverse persone, partendo da coloro che lo avevano ideato, me compreso appunto.
Era il 2004, e si può dire che anche io, vivendo quell'”epoca”, stavo creando e vivendo come Zuckerberg il mio Facebook del caso.
Del resto, avevo iniziato a lavorare a qualcosa di simile già qualche anno prima, appena appunto iniziata l’università.
Il mio fu un progetto simile, ma diverso, sia negli obiettivi che nella storia.
Storia che però appunto ci ha inevitabilmente coinvolto e trascinato.
Storia di cui facciamo parte e che nel testo che segue, copiato in questa pagina da un mio blog di anni fa, viene riassunta tramite il mio consono scrivere di getto.
Da allora, da quando scrissi il seguente post, sono cambiate ancor più cose forse, perché altre ne sono accadute.
I miei ideali, i miei principi, non sono cambiati, ma purtroppo ho avuto a suo tempo problemi di salute che mi hanno in parte fatto di nuovo cambiar rotta.
Non è possibile raccontare in questa sede tutto ciò che riguarda tali storie, e nemmeno ciò che è accaduto dopo, ma per lo meno avrete una traccia, un sunto breve tramite cui capire quanto basta di quelli che sono stati episodi ed anni fondamentali nella mia vita.
 
Sabato 16 Agosto 2008, ore 23:37.
Da diverso tempo, mi sono accorto che l’home page stessa del mio sito www.robertobandini.it non trasmette più con precisione che cosa faccio, ma ancor più ciò che esattamente penso riguardo certi ambiti: vip, discoteche, mondo dello spettacolo, televisione.
 
Cambierò quindi stasera la home page e vi inserirò un link a questo post dove spiego al di là delle mie collaborazioni, dei miei lavori, passati o presenti che siano, qual è il mio pensiero.
 
Questo per essere più specifico, ma soprattutto perché una qualsiasi persona leggendo l’home page che stasera cambierò o sentendo alcuni racconti potrebbe farsi una idea che al momento è paradossalmente opposta a ciò che ho in testa.
 
Mi accingo quindi a raccontarvi quanto ho fatto, quanto sto facendo e cosa penso riguardo certi argomenti.
 
Diversi anni fa sono entrato in contatto con il mio socio-amico Claudio Santori.
Cercando argomenti come usabilità, accessibilità, XHTML, trovai il suo sito aziendale Ottimizzare.com
Leggendo la sua biografia mi accorsi che avevamo alcuni punti in comune per i quali decisi di contattarlo.
Da lì nacque un’amicizia ed una collaborazione lavorativa che durano ancora.
 
Tra i vari siti web Claudio Santori aveva ed ha ancora www.romadisconight.com, un sito web realizzato da lui in collaborazione col suo amico Matteo.
Fotografava gli amici del loro gruppo di PR in discoteca e poi mostrava le foto sul sito web.
 
Quel sito, grazie anche alle stupende foto fatte da Claudio, era perfetto, tranne in una cosa: mancava una community fatta bene tramite cui interagire.
L’idea iniziale di Claudio fu quella di farmi intervenire per realizzarla.
 
Da quello spunto iniziale traemmo subito l’idea di realizzare una catena di siti web, magari uno per ogni città d’Italia.
Idea che poi in realtà era stata già applicata da altri nel mondo e anche in Italia stava per sbocciare in diverse realtà.
Insomma di lì a poco molti avrebbero provato a metterla in atto, tutti i gruppi di PR avrebbero voluto avere un sito e nello stesso momento Internet stava continuando ad esplodere con nuove possibilità: MySpace, MSN Spaces, Facebook e chi più ne ha ne metta in quanto ogni giorno ce ne sono di nuovi, ma pochi raggiungono un successo conosciuto ovunque.
 
L’idea fu allora quella di realizzare il primo sito dinamico per la più grande città che avevo vicino, ovvero Firenze, per poi clonarlo per tutte le città d’Italia che ne meritassero uno.
Il sito fu FirenzeDiscoNight.Com che adesso è stato inglobato nel nostro nuovo progetto disconight.org.
Ma andiamo per gradi.
Firenzedisconight riunì alcuni dei miei amici, con cui lavoravo già o meno, in qualità di soci nel progetto: Cristian Paoli, Devid Li Vecchi ed anche Simone Ercoli.
Il principio era in realtà sbagliato, ma all’epoca non potevo saperlo, anche se in realtà è servito perché grazie a tutto ciò che ho creato e che è derivato da quel sito abbiamo imparato tutti montagne di cose.
Per decollare il sito aveva bisogno di un tramite con cui far breccia nella realtà in cui andava ad operare: quella dei locali e delle discoteche.
Quel tramite fu l’agenzia di model management di un mio amico.
Avevo conosciuto il proprietario di questa agenzia tramite uno dei miei migliori amici mentre eravamo in discoteca, una sera come un’altra.
L’incontro avvenne proprio grazie a questo mio amico, Claudio Martini, che ebbe l’idea di presentarmelo in quanto stavamo parlando di siti web e pensò che magari il proprietario dell’agenzia e la sua agenzia potevano avere bisogno di me.
Il tutto si concretizzò e nacque tra me e il proprietario dell’agenzia un’amicizia oltre alla collaborazione.
Ho curato lo sviluppo del sito web della sua agenzia per anni finché ci siamo trovati d’accordo.
Quando nacque firenzedisconight.com chiesi aiuto al proprietario dell’agenzia in quanto lo ritenevo ben inserito ed esperto nel campo.
Da lì nacque una collaborazione che portò a mille avventure, tra lui, me e gli altri miei amici-soci che avevo in qualche modo coinvolto.
Perché per chi non lo sa, pare che abbia la capacità fin da quando ero a l’asilo di trascinare gente nelle mie pazze idee.
Il sito diventò relativamente famoso e fece a suo modo diventare più famoso anche il proprietario dell’agenzia, tanto che lo riconoscevano per strada per averlo visto sul sito.
Abbiamo vissuto per mesi ed anni tante, tantissime avventure e situazioni che mai nessuno scorderà sia nella gioia, che nella difficoltà.
Il proprietario dell’agenzia già a quel tempo faceva da agente per ragazzi e ragazze che andavano a programmi come ad esempio Uomini e Donne o Amici, di Maria De Filippi.
Inoltre trattava cubisti, cubiste ed era amico di diversi vip, come lo era lo stesso Claudio Santori.
Si creò un meccanismo per cui ad ogni serata organizzata dal proprietario dell’agenzia o dove partecipava qualcuno dei suoi ragazzi, noi, in particolare io, eravamo presenti a fare foto ai personaggi e alla gente che frequentava i locali.
Questa era una colonna portante, poi c’erano molti altri fiumi che si riunivano nell’oceano di questo sito, all’epoca molto gettonato.
Mi ritrovai con i miei amici a fare: webdeveloper, webmaster, webdesigner, grafico, project manager, fotografo, PR e via dicendo, chi più ne ha ne metta.
Chiaro che raccontare tutto qua adesso, riassumendo tutti quegli anni con i loro episodi, è sostanzialmente impossibile.
Giravamo anche tre locali o discoteche a sera, portavo bellissime cubiste e modelli con me, ho conosciuto vip, ne ho viste e vissute di tutti i colori.
A conti fatti sono stati anni bellissimi, ma io col tempo che passa mi evolvo conoscendo più l’ambiente in cui mi trovo e conoscendo più me stesso.
Nella vita sono un personaggio che ama cambiare diversi ambienti, per quanto sia allo stesso tempo abitudinario.
Ci entra, impara e poi esce, va per la sua strada provandone altri ancora.
Dopo un tot di tempo in quell’ambiente, in quella situazione realizzai che era l’ora di cambiare, in tutti i sensi.
Avevo imparato ed appurato diverse cose, quello che mi serviva, sia ai fini del progetto iniziale, sia interiormente e personalmente.
In quanto al progetto, realizzai che in quel modo, per come la vedevo io, si andava da poche parti e dovevamo cambiare strategia.
Il tutto si congiungeva con quanto avevo realizzato in via personale: il mondo dei locali, dei vip, della televisione, mi aveva stancato e a suo modo non mi era mai appartenuto.
Sono un tipo che da bambino leggeva l’enciclopedia perché suo padre non riusciva a rispondere alle mie domande e che veniva venerato dagli amici come una specie di simpatico e strano scienziato pazzo, in quanto avevo il mio laboratorio personale e mentre studiavo leggi di elettomagnetismo che avrei ristudiato anni dopo a scuola e poi ancora di più all’università, sognavo di progettare una macchina per aumentare l’energia all’infinito offrendola al mondo gratuitamente.
Mi chiedo tra l’altro, se non mi sia sinceramente rincoglionito alla grande col passare degli anni, visto che da bambino stupivo positivamente su più fronti.
Che cosa ci facevo io a vedere un paio di gambe scoperte ubriache e che magari in media non sapevano mettere su un discorso intero insieme, perdendo una notte della mia vita in una discoteca?
Chiaro, non si deve fare di tutta l’erba un fascio, come si dice, ma andando avanti in questa vostra lettura capirete meglio la mia attuale visione delle cose.
Sicuramente certe domande me le sono fatte molte volte, non solo in discoteca, anche da solo disteso sul divano in casa, guardando il muro come un ebete durante un caldo pomeriggio estivo.
 
Pian piano realizzai quindi che quel mondo, dei locali, dei vip, dello spettacolo, della televisione, non è tutto cattivo, no, mi aveva fatto vivere anche bellissime esperienze che non si dimenticano, ma io alcune cose ormai le avevo sorpassate, le vedevo in altro modo.
Non mi interessa andare in discoteca od uscire ed andare in uno specifico posto soltanto perché ci vanno gli altri, perché un giorno è stato denominato sabato o venerdì.
Non mi interessa andare in vacanza perché è agosto e ci vanno tutti.
Ci vado quando voglio io e dove mi interessa andare, altrimenti impiego tempo e denaro in maniera per me personalmente più proficua.
Nei locali ci stanno tante belle ragazze, non tutte sono uguali e vale lo stesso per gli uomini.
Non mi interessa bere perché tutti bevono, l’alcol è veleno per il corpo umano, a me non piace nemmeno alla fine, non ha senso, almeno per me, se non entro chiari limiti.
Ogni cosa va gustata nella giusta maniera.
In televisione ci sono anche buone trasmissioni, ci sono anche bravi professionisti, non vi è solo schifo.
Lo stesso vale per i locali o per un aperitivo alcolico.
I mezzi, che sia un bicchiere, un televisore, un locale, un gruppo di persone, vanno gestiti nel modo giusto, non a pecora che segue il gregge e che non sa nella realtà quello che sta veramente facendo.
Ma questo è un discorso inutile per chi non può arrivarci e se non ci arriva, per me non è manco colpa sua.
Non si può insegnare la fisica quantistica ad un cane, si usa dire.
Ognuno nasce forse con i propri mezzi ed il proprio relativo destino.
Chi ha maggior capacità ha di conseguenza spesso anche la responsabilità di tutelare gli altri.
 
Non vi è niente di male in un sito web che tratta locali o tramite cui si può fare amicizia o addirittura può nascere una storia di amore.
Non vi è niente di male nell’andare nei locali, nel bere un aperitivo.
Non vi è niente di male nella televisione, se fatta nel modo giusto.
Nel modo giusto, è questa la chiave, insieme al far funzionare il cervello, ognuno come può al suo livello.
 
Nel momento in cui andavo personalmente a fare foto nei locali, nelle discoteche, trovavo bello il fatto che eravamo ospiti di tizio, caio e sempronio.
Trovavo sicuramente bello che conoscevamo vip, cubiste, ragazze bellissime che magari ti stanno dietro e ci finisci magari anche a letto giusto perché sei il capo del sito etc..
Però poi ognuno torna a sé stesso, a ciò che è e che desidera veramente.
 
Può sembrare un paragone che stona, ma io ho riscoperto in me stesso il fatto che mangiare cibi costosi e buonissimi può essere fantastico, ma mangiare un semplice panino ed offrirne altri 100 a chi non può nemmeno mangiare è molto molto meglio.
Può sembrare banale, ma a volte la capacità di non vedere i problemi altrui rasenta l’infinito in questo mondo.
 
Il concetto è che personalmente ho altri interessi, se volete, definiteli più nobili, ma la sostanza è che ci sono diverse cose che non vanno in: televisione, locali, discoteche, etc..
Vorrei contribuire a far evolvere certe cose, nonché lo stesso mondo, scusate la mia nobile ambizione, in qualcosa di migliore per tutti, anziché crogiolarmi tra drink, feste, soldi, belle donne in discoteca mentre ragazzine appena quattordicenni si mostrano quasi nude col deretano all’aria su un mio sito, mentre i genitori sono a pensare alle paperelle che volano.
 
Un post, un articolo è sicuramente troppo poco per esprimere quello che ho sentito ed imparato in mesi, anni, che ho riflettutto in ore ed ore, notti, mattine, giorni oramai andati.
Ad ogni modo, da tutto questo sono scaturite le seguenti cose: personalmente per me andare nei locali, discoteche soprattutto, è diventato molto relativo ed è più facile che mi trovate a leggere un libro, fare un giro in bicicletta o qualsiasi altra cosa, che sia guardare un tramonto con la ragazza che amo o farci l’amore, come guardare un film etc..
Ciò non vuol dire che ho tolto i locali dalla mia vita, semplicemente penso che noi, specialmente anche in Italia, possiamo migliorare, ci sarebbero diverse cose da cambiare, da far evolvere.
Ed informare non è facile.
In un locale, in una discoteca, ci posso andare volentieri, ma devo avere un motivo, fosse anche stare semplicemente con degli amici con cui sto bene.
Certo poi c’è la situazione di contorno.
 
Per quanto riguarda il progetto web, successivamente ho tirato fuori l’idea di creare un sistema per fornire ad ogni gruppo di PR il suo sito, anzi, portale web gratuito.
Questo sistema si è concretizzato in www.disconight.org.
L’idea, mia, di Claudio Santori e di chi vi partecipa o vi ha partecipato, è di creare qualcosa di molto più grande.
Qualcosa su cui, ripeto, le ragazzine non vanno per farsi vedere mezze nude chiuse nel bagno di casa, ma uno strumento, un’applicazione web, tramite cui tutti, PR, locali, personale quali cubiste, barman, e soprattutto noi, i clienti stessi, possono avere delle vere ed utili informazioni ed interazioni tra loro.
Qualcosa di utile che serva veramente, punto.
Perché se devo creare una applicazione web, e soprattutto devo farne una che riguarda certi ambiti quali locali, discoteche, vip, televisione, mondo dello spettacolo, deve essere qualcosa di veramente utile e non che peschi nell’immenso mare del torbido.
 
Cosa vuol dire pescare nell’immenso mare del torbido?
Vuol dire che, visto che il 99% della gente su Internet cerca sesso, donnine ed affini con Google, allora, anche se ci sono ottomila siti di donnine, ne metto su un po’ pure te e qualche briciola la raccatti sempre, che sia per campare o meno.
 
Questo è un principio generale che può essere applicato a tantissimi ambiti, sia su Internet che in altri campi della vita.
Non è efficiente però, in quanto la vera soluzione è creare qualcosa che abbia un vero scopo o quantomeno uno scopo più definito, innovativo, magari anche veramente utile.
La qualità vince comunque sulla quantità, per quanto siano importanti entrambe, non ci pioverà mai su questo.
 
Ed io, anche se penso che ci siano ambiti migliori sui quali passare il tempo, non disdegno quello relativo ai locali.
Perché anche in questo settore possiamo fare qualcosa per migliorare la situazione: evitare che la gente beva oltre modo distruggendosi contro un palo con l’auto, evitare che la gente si droghi, far sì che si evolva e che non sia una congrega di pecore, ma che ragioni anche su quello che fa, che sia anche andare in una discoteca, valutandone seriamente qualsiasi cosa, perché oramai siamo nel 2008 e se la società per altri motivi non retrocede sul serio, dobbiamo cercare di pensare con le conoscenze che abbiamo in più rispetto a decenni fa.
 
Spero che si sia capito un minimo, cosa penso di questi mondi e perché sto impiegando il mio tempo lavorando a qualcosa a loro inerente.
Questa è la nostra sfida ed è più difficile, più bella e più redditizia che fare soldi facili in altro modo, come appunto con le donnine del caso.
 
Molti mi ripetono, come da sempre, che io so come fare i soldi.
Rispondo che credo in realtà di sapere poco e ci sono persone che conosco o meno che sono diecimila miliardi di anni avanti a me, ma probabilmente è vero, come è vero che non ho voluto sfruttare e non voglio sfruttare certe opportunità.
 
Probabilmente perché ho più stima per un ricercatore che trova una cura per una malattia anche se prende uno stipendio infimo nella misera Italia, che per qualcun altro che guadagna milioni in altri modi inutili mentre nel mondo una infinità di gente muore e ci sarebbero miliardi di cose da migliorare che non facciamo neanche perché la pagnotta è nostra e guai a chi ce la tocca se no gli mandiamo i carri armati.
 
Probabilmente perché nella mia piccola e misera vita ho imparato che ci sono cose ben più importanti dei soldi e che l’unico motivo per averli sarebbe di migliorare ancora a sua volta le cose aiutando chi ha bisogno.
 
Non si può e non si deve pretendere di essere tutti uguali e che tutti possano pensare o capire le stesse cose.
Siamo diversi perché forse da un mondo perfetto non ci sarebbe niente da imparare.
 
Questo è il mio attuale pensiero a riguardo.
Sicuramente si evolverà e cambierà ancora, ma auguro a me stesso che possa soltanto migliorare, almeno per come lo vedo io.
 
 

Ultimo aggiornamento: 18/12/2011